mercoledì, 31 agosto 2005
Consiglio preventivamente queste letture per l'autunno (da: Internet book shop).
Guida ai funghi
Boleti, amanite, russule e lattari... Mille e più funghi, dalle specie comuni alle rarità di interesse scientifico, spiegati e illustrati da fotografie a colori, in una guida compatta, completa e rigorosa di Ewald Gerhardt.
Piante e animali di perline
Perline, perline e ancora perline per creare piante e animali, facili da realizzare, seguendo le spiegazioni passo passo e gli schemi semplici che completano ogni progetto. Splendidi bonsai, cactus, peonie, ananas, e tutta una serie di piccoli animali da cortile, di campagna, per l'acquario e lo zoo: tanti progetti adatti ad ogni età, come passatempo, ma anche per sviluppare la creatività nei bambini.
Massa Carrara
In questa guida il turista troverà segnalate le mete da non perdere, illustrate da 100 fotografie, disegni tridimensionali e corredate da oltre 100 indirizzi selezionati. Piantine e spaccati permettono di visitare in modo autonomo le principali attrattive della città. Uno stradario e informazioni sui trasporti aiutano chi si deve spostare in città.
L' oracolo delle torte. Ricettario per fare in casa biscotti, dolci, dolcetti, semifreddi e gelati
Una raccolta di circa 400 ricette per preparare le torte classiche, le torte delle regioni italiane, le torte delle feste, biscotti, crostate, dolci al cucchiaio, dolcetti e gelati; ma anche gli impasti di base, la cottura, le tecniche di decorazione e i segreti per ottenere il sapore del forno di casa.
Scoiattoli SpA. Storie di noci e di leadership
Squirell Inc., azienda leader nel settore della conservazione delle noci, è giunta a un punto critico della sua vita: il mercato si va restringendo e presto l'impresa si troverà in cattive acque. Diana, giovane manager rampante, ha l'idea giusta: bisogna offrire alla clientela nuovi servizi, ma per far questo è necessario cambiare la cultura aziendale. Come riuscire, allora, a convincere il CEO e il comitato direttivo che bisogna cambiare per tempo? E, soprattutto, come diventare leader di tale trasformazione? Per raggiungere gli obiettivi Diana sceglie la strada della narrazione: raccontare storie si rivela presto uno strumento grazie al quale rafforzare la propria leadership, promuovere il cambiamento e condividere la mission dell'azienda.
 
Buona lettura.
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martedì, 30 agosto 2005
Friday star:"Defenceless"
Impossibile per gli appassionati del genere non innamorarsi all’istante di “Defenceless”, primo full-length per il Friday star.   Già dal brano d’apertura “The Last Time” si capisce che il tri romano  merita davvero d’essere ascoltato oltre i nostri confini e che non sfigurerebbe davanti a nessun’altra band del mondo: lo stile è molto particolare, unico, dominato dall’inconfondibile voce di Gianni Lancellotti. Le melodie sono abbastanza orecchiabili da non risultare ostili e difficili, e allo stesso tempo complesse tanto quanto basta per non sembrare scontate o banali. Ciò che comunque sorprende più di ogni altra cosa è la pienezza del suono che la band riesce a raggiungere, con la chitarra (chitarre che diventano due solo sporadicamente, grazie ad un uso ragionato delle sovraincisioni) dal suono sempre distorto ma mai troppo aggressivo, che evita sempre di soffocare la voce, sicuramente il punto di forza principale dei Friday Star ma non l’unico: il lavoro della chitarra (eseguito sempre dall’invidiabile Gianni) è infatti encomiabile, tra arpeggi introduttivi, melodici riff inseriti in svariati contesti e, soprattutto, molte parti dove il suono diventa aperto e la potenza viene liberamente sprigionata, in giri comunque sempre relativamente complessi e che mai cadono nelle classiche “tre note” del punk rock. Tra le undici canzoni di “Defenceless”  segnalo  “Maybe You’re Right”, “Northstar” e “Healing Blues”, presenti anche nello split sopraccitato, da cui non  sono però state tratte. In sintesi quest'album potrebbe così essere definito: teso, emozionante, carico, chitarristico, diretto. Un autentico gioiello  dell’emo/rock “made in Italy”.
 
Clash:"London calling"
"London Calling" è senza ombra di dubbio uno dei migliori album degli anni '80 sul versante dell'alternative rock. Infatti in questo album i Clash propongono al posto del loro punk rock duro e grezzo evidenziato nei lavori precedenti, un rock più melodico con una serie di generi musicali mischiati tra loro, come il blues, il rock'n'roll e il jazz.Tutte le canzoni presenti sull'album sono degne di nota anche se le migliori in assoluto sono”London Calling” brano incredibilmente innovativo per l'epoca, “ Spanish Bombs” e “Koka Kola”.I testi sono tutti scritti da Joe Strummer e Michael Jones tranne “The Guns of Brixton” scritta da Paul Simonon, “Brand New Cadillac” scritta da Vince Taylor e “Revolution Rock”. London Calling è sicuramente un pezzo di storia del rock creato da una delle migliori band rock degli ultimi trent'anni.

 

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lunedì, 29 agosto 2005
Independent day festival 2005 VII edizione
DOMENICA 4 SETTEMBRE
BOLOGNA - ARENA PARCO NORD / FESTA DELL'UNITA'
 
SUBSONICA
QUEENS OF THE STONE AGE

SKIN
SOCIAL DISTORTION
BLOC PARTY
BAD RELIGION
THE BLOOD BROTHERS
THE BRAVERY
EDITORS
THE FUTUREHEADS
MAXIMO PARK
MEGANOIDI
THE ORDINARY BOYS
FORTY WIYNKS
MARSH MALLOWS
THE PEAWEES
SIKITIKIS

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sabato, 27 agosto 2005

03/09>>dEUS a palermo.     

Parte a settembre la rassegna Kals'Art Overground all'interno della quale si esibiranno il 3 settembre i Mouse on Mars e i mitici dEUS. I primi sono il simbolo della musica elettronica indipendente: house, atmosfere dub e melodie tendenti al pop per far ricredere chi pensa che la dance sia rappresentata esclusivamente dalle pacchiane compilation estive. Dopo di loro, suoneranno i dEUS che rappresentano quanto di meglio il rock europeo abbia espresso negli ultimi dieci anni.Quella di Palermo sarà la prima data del lungo tour internazionale e presenteranno in anteprima i brani del nuovo album Pocket Revolution (in uscita il 12 settembre).Da andare...

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venerdì, 26 agosto 2005
Stinking Polecats: "Broken"
E' di quest'anno l’uscita del nuovo lavoro dei piacentini Stinking Polecats, una delle band più rappresentative del punk-rock targato Italia al pari di nomi come Manges e The Peawees. Prodotto da Wynona records, "Broken" è un gran bel dischetto di sano punk-rock alle volte rockeggiante e duro e alle volte più zuccheroso e molto pop. Infatti il pregio di questo lavoro è che la band piacentina ha saputo abilmente mischiare varie sonorità derivanti dal punk riuscendo ad ottenere un sound abbastanza personale il tutto condito dall’ottima abilità di songwriter di Chris e Simone. Quattordici tracce che spaziano da un punk’n’roll di impatto come nella traccia di apertura "Fast clock", nella bella "I feel confused", e nella stupenda "Loser", tutte canzoni che sono facilmente riconducibili ad un sound di casa Social Distortion. Poi, come vi avevo accennato, c’è anche un lato meno aggressivo e più melodico, in parole povere un pop-punk di casa Descendents/Queers e via dicendo senza dimenticare il punk-rock dei padri Ramones: su questo stile vanno segnalate "Hail to the cap" sicuramente la più bella canzone di questo lavoro, "My excuses" e "Deep six". Molto belli gli arrangiamenti che rendono tutto sporco al punto giusto.Per chi conosceva gli S.P. di qualche anno fa, è facile notare il miglioramento sia nel suono che nella composizione.Ma c'è un'altro particolare che denota cambiamenti: i testi.Aprendo il booklet ci si imbatte in liriche che non ritraggono più atmosfere birrose e festaiole, anzi... 
Un album che pone gli Stinking Polecats come una delle migliori realtà italiane per questo tipo di musica e che ogni buon punk-rocker non deve assolutamente lasciarsi sfuggire.

Queers/Manges: "Acid Beaters, love and let Die"
La miglior punk rock band italiana in uno split con l'unica band sopravvissuta negli anni e ancora punto di riferimento di un certo genere di r'n'r : I nostri Manges si tolgono una soddisfazione pubblicando un disco con i Queers, la band che da oltre vent'anni porta avanti (nonostante i comprensibili alti e bassi) il nome del punk rock originale, quello vero, quello dove melodia e attitudine dettano legge.Cominciano i Queers eseguendo sei brani in chiave molto pop e surf tra cui le ottime "Girl About Town" e "With A Girl Like You", e le due strumentali "FT Lauderdale" e la mitica "Wipeout" con grande prova di Dusty Watson, batterista dei Dick Tales. Insomma i Queers instancabili e imbattibili continuano dopo tutti questi anni a proporre e ribadire il loro concetto di musica, rimasta intatta nel tempo, evitando le tipiche evoluzioni sonore in cui sterzano gran parte dei musicisti quando l'età avanza. I Manges sono una delle migliori realtà pop punk europee e con questo split confermano la fiducia e il rispetto che le migliori punk rock bands mondiali riservano nei loro confronti (Screeching Weasel in primis, da ricordare la cover "I Will Always Do" contenuta nell'ultimo album del gruppo di Ben Weasel).La loro parte si apre con la bella e potente "Front Line", la splendidamente riuscita cover di "Surrender", "Barrage Of Hate" dedicata a Dee Dee Ramone. Sei pezzi limpidi, precisi e freschi, grazie anche alla co-produzione di Hervè dei Peawees, sei pezzi i quali non fanno altro che confermare ciò che ho detto in precedenza, tanto che alla fine risulteranno superiori rispetto a quelli proposti dai loro "padrini" Queers. Che la soddisfazione se la siano quindi tolta Joe King & co? Non è così folle come può sembrare. Consigliato.

 

 

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mercoledì, 24 agosto 2005
Muore Robert Moog, l'inventore del sintetizzatore.
Robert Moog, pioniere e inventore del sintetizzatore è deceduto all'età di 71 anni nella sua casa di Asheville nel North Carolina dopo che quattro mesi fa gli era stato diagnosticato un tumore al cervello. Nato a New York nel 1934, Moog aveva costruito il primo strumento elettronico all'età di 14 anni, un theremin, e nel 1964 perfezionò il MiniMoog, il primo sintetizzatore. Grazie a lui stava per cambiare il modo di intendere e fare la musica. Due anni dopo i Beach Boys usarono il theremin inventato da Moog nel celebre hit 'Good vibrations'.
Quando  Wendy Carlos nel 1968 incise 'Switched-on Bach', Moog divenne un punto di riferimento per il rock. Infatti quel brano, fu il primo a coniugare musica elettronica e musica popolare. Da quel momento tutti i grandi gruppi usarono il Moog, dai Doors ai Grateful Dead, dai Rolling Stones ai Beatles. Fu usato da Brian Eno, Emerson, Lake and Palmer, Yes, Frank Zappa, i Cure fino ai recenti Fatboy Slim e Stereolab che lo hanno preferito a strumenti digitali molto più avanzati tecnicamente. Quel sintetizzatore del suono che sembrava provenire dallo spazio non solo cambiò la faccia della musica pop ma divenne anche il simbolo degli anni Settanta.Infatti si può facilmente notare la mania che imperversava in quegli anni di inserire, nei titoli dei dischi, lo strumento appena inventato: 'Spotlight on the Moog', 'Moog power', 'Music to moog by', 'Country moog', 'Exotic moog', solo per citarne alcuni. Il dottor Moog rimarrà una figura leggendaria nella storia della musica. Hans Fjellestad ha realizzato un film su di lui. Per l'invenzione Moog, vinse nel 2001 il premio 'Polar'.

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lunedì, 22 agosto 2005
Forty Winks:Self titled
Da questo cd mi aspettavo qualcosa di diverso.Avendo ascoltato il precedente "Sweet Sweet Frenzy" mi aspettavo un disco pensato e strutturato alla stessa maniera ma ovviamente suonato con maggiore maturità.Non ho trovato quello che mi aspettavo ma personalmente è stato meglio così.Infatti, ascoltandoli entrambi, sembra di avere a che fare con due band totalmente differenti. I Forty Winks sono riusciti con questo album a superare loro stessi producendo canzoni che si allontanano del tutto dallo stilema dell'emo-pop-punk alla californiana e che approdano ad un sound molto orientato verso il rock'n roll moderno caratterizzato da suoni più ruvidi e rabbiosi con melodie vocali azzeccate al contesto che esaltano parecchio le doti canore del cantante e chitarrista Alessandro Amabili.Mi ricordano tanto gruppi come Foo Fighters, Queens Of The Stone Age e The Hives.Io sto già aspettando il prossimo per vedere cosa combinano...

Karate:"In The Fishtank 12"

In The Fishtank" è una serie di uscite curate dalla Konkurrent basata su questo presupposto: l'etichetta offre ad un gruppo, uno studio di registrazione per due giorni, durante i quali i musicisti coinvolti sono completamente liberi di sperimentare e registrare ciò che vogliono. Insomma, la prima regola è che non ci sono regole. Portare in studio grossi nomi ( Low, Tortoise, Sonic Youth, Motorpsycho, Jaga Jazzist, June Of 44, Snuff, The Ex, NoMeansNo, The Black Heart Procession, The Dirty Three) a queste condizioni ha portato alla creazione di album di grosso spessore artistico. Farina e soci, chiamati in causa hanno pensano bene di reinventare nel proprio inconfondibile stile, alcuni pezzi più o meno classici ed originariamente differenti tra loro ma con un unico comune denominatore: il messaggio politico racchiuso nei rispettivi testi.
Ed ecco, quindi, che l' obliquità dei Minutemen e il folk di Bon Dylan diventano eleganti ed intensi quadretti di blues e jazz "alternativo", in perfetta sintonia con l'ultimo album d'inediti della band,
"Pockets". 

 

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sabato, 20 agosto 2005
Joe 72 racconta...
Ad un festival di band emergenti ad Avola (sr), ho recentemente assistito all' esibizione degli Umiles Mirice (Donato Puglisi alla chitarra, Corrado Calafiore al basso, Sebastiano Vaccarella alla batteria e Paolo Caldarella chitarra e voce) e devo dire che mi hanno incuriosito per la loro esplorazione pioneristica in territori musicali di non facile immediatezza e per i loro riferimenti alla cultura della musica rock.
Quattro ragazzi di Avola, che con la loro musica originale hanno dimostrato schiettezza e convinzione e soprattutto impegno nella loro effimera performance.
Il loro sound, atratti scarno e rabbioso, ipnotico e onirico, con le chitarre distorte rimanda a quei legami indissolubili a gruppi storici quali Pink Floyd e Led Zeppelin e moderni quali Porcupine Tree. La voce del frontman, espressiva ed intensa, ricca di disperazione rabbia e tristezza che da ai suoi testi quella dignità poetica sulle illusioni, sulle incertezze, sui sogni e sulle speranze del nostro vivere quotidiano.
Quindi la loro proposta musicale è un melting pot di suoni, di generi e riferimenti musicali, dove la band evidenzia con molto orgoglio, la non appartenenza ad un solo riferimento musicale, ma riesce con molta abilità e destrezza a non farsi catalogare con molta facilità ed è questo un tratto importante che va sottolineato, quell'imprevedibilità della loro musica, che da all'ascoltatore la conferma che il complesso ha disparati riferimenti e conoscenze profonde e ricercate dell'immaginario rock.Con questo vorrei dire che la band vuole fungere da cardine tra la tradizione classica del rock seventies e le sonorità evoluzionistiche del rock alternativo degli ultimi decenni.
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venerdì, 19 agosto 2005
Pennette con fellatio.
…guarda che la tua auto ha la ruota anteriore destra atterra…si lo so….così non vai da nessuna parte…dove dovrei andare?….ma sono due mesi che è scoppia, chessò un’emergenza può sempre capitare….si lo so…non ti è capitata?….no….e non la fai riparare la gomma…?....non lo so....perchè non lo sai?....ma non credi che sia meglio così?Grazie a quella ruota scoppia non ho schiacciato quel gatto che stavi schiacciando quella sera che guidavi tu, perché la mia auto aveva la ruota atterra.Io, distratto come sono, l’avrei beccato di sicuro, saremmo tranquillamente andati a finire fuori strada e ovviamente tu avresti detto:- Ma porca puttana sto rincoglionito!!!  Certo, questo è quello che avresti detto mentre saremmo stati in volo dopo l’impatto col gardrail.Invece, appena atterrati, avresti sicuramente detto:- Ma sei un coglione!!! Ma come cazzo guidi? Criminaaaaleee!!!!....senti non dire stronzate…ma non sono stronzate…che sei un coglione criminale non è una stronzata….Ma che dici? Un gatto che finisce sotto un auto non può mandarla fuori strada, è troppo poco voluminoso, figuriamoci farla ribaltare….io comunque non ho detto che ci saremmo ribaltati, e in più ti dico che mi avresti dato pure un pugno sul naso perché avrei appoggiato il tuo porta cd sul cruscotto e dopo il salto, tutto il contenuto si sarebbe sparpagliato nell’abitacolo(il cazzotto, sempre e comunque perché sei un antisociale e non riesci a rapportarti in maniera sana con nessuno)….e non usare ste parole AN-TI-SO-CIA-LE, A-BI-TA-CO-LO …che ci posso fare io se sei un provinciale in tutto, anche nel linguaggio e ste parole forbite non le conosci.Non sai nemmeno che cos’è la  fellatio e fidati, non sai cosa ti perdi: sulle pennette è la morte sua...lo so….lo sai?E poi non ti preoccupare che quando deciderò di ripararla, sta cazzo di ruota, la porto da te, che sei il miglior gommista del paese e non da quell’ebete che ti fa concorrenza…ok, t'aspetto…
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lunedì, 08 agosto 2005
Live event>>Yuppie flu al Geco.
 
Ci ritroviamo tutti da Enzo e dopo qualche trattativa si parte alla volta del Geco.Arriviamo un po’ in anticipo e così c’è tutto il tempo di continuare le chiacchere cominciate per strada fra un bicchiere di vino e una sigaretta.Ad un certo punto della discussione, una voce amplificata ci dice che di solito ai concerti si sta davanti al palco saltando e agitando bottiglie di birra (sono d’accordo in parte).La voce era del cantante del primo gruppo, del quale non ricordo il nome, che dopo questa piccola ammonizione parte subito sparato.Loro suonano un elettro-rock-punk-influenzato con testi in italiano.Musicalmente  ricordano un po’ i Subsonica ma più incazzati, le liriche invece qualche gruppo punk del periodo “Great Complotto” a Pordenone(ora che ci penso mi pare che venivano da quelle parti).Poi non so come, mi sono convinto che il cantante per almeno 2 anni della sua vita, devessere stato sicuramente fan dei Litfiba. Qualche minuto dopo la mia illuminazione, probabilmente da questa offesi, ci salutano per lasciare il palco ai Marsenne. Questi tre ragazzi, suonano davvero bene, e cominciano a scaldare il pubblico con le loro pop melodie un po’ melanconiche, ma che fanno ondeggiare e saltellare parecchi convenuti (già ubriachi?).Si esprimono parecchio bene, nonostante la regolazione dell’amplificazione, secondo me non ottimale.Ci chiedono gentilmente di acquistare il loro ciddì autoprodotto visto che, per quel concerto non venivano nemmeno pagati.A me purtroppo non era rimasto neanche un euro…
Ed ecco il momento dei tanto attesi Yuppie flu.Dopo qualche aggiustamento tecnico, partono e regalano, perlomeno a me, uno dei migliori concerti visti ultimamente da queste parti.
Certo, io, in questo caso, non sono assolutamente da considerare super partes, visto che i Nostri sono uno dei gruppi che preferisco nell’ambito indie rock italiano…Comunque molti dei presenti erano d’accordo con me.
Le soffici note suonate dai quattro di Ancona, hanno carezzato i miei timpani e non solo: si sono insinuate fino a riportare a galla dolci ricordi chissaddove archiviati per i quali credevo di aver premuto il tasto DELETE  per fare un po’ di spazio nell’hardisk(ho fatto bene a non farlo).
Non ricordo l’ordine della scaletta, ma uno ad uno, hanno proposto tutto il meglio del loro repertorio.GRANDI.
 
postato da: gzacco alle ore 17:25 | Permalink | commenti
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