venerdì, 29 luglio 2005

 

 Karate R.I.P. (1993-2005) - Dopo 12 anni di esistenza e circa 675 concerti in Europa,Giappone e Stati Uniti i Karate hanno deciso di sciogliersi. I motivi di questa decisione sono gli innumerevoli problemi personali tra cui quello dovuto all'udito precario del cantante/chitarrista Geoff Farina che afferma di non riuscire più a sopportare i volumi da palco che il resto della band richiedeva ad ogni concerto. La band ha pubblicato ben 6 full lengths usciti per Southern Rec. e Konkurrent rec.

E che cazzo...

Il 30/07/05  Moltheni (Umberto Giardini) live  ai Mercati Generali di Catania.

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giovedì, 14 luglio 2005
 
At The Drive In: In Casino Out
At The Drive In: In Casino Out
Durante lo scorso inverno, dopo una gran giornata di chiamate al vetriolo al call center dove lavoravo, decisi che era di nuovo tempo di acquistare cd.Ruppi il letargo procurandomi, sorpreso di trovarlo,  "In/Casino/Out" degli  At the drive in.Gli At the drive in sono fra i miei gruppi preferiti. Lo sono diventati dopo l'ascolto di Relationship of command, con grande facilità vista la grandiosità di quell'album.Questo "In/Casino/Out" arriva nel 1999 dopo l'album "Acrobatic Tenement" e l'ep "El Gran Orgo".Il disco è più maturo rispetto ai precedenti, ed è molto evidente il passo in avanti grazie alla chiarezza e alla compattezza che cominciano a prendere le loro idee. Il sound è una mescolanza di rap,noise,hardcore sorretto da una buona produzione lo-fi.La rabbia, il dolore, il disagio sono i sentimenti portanti di questo disco, magistralmente interpretati dalla voce di Blixer. Ottimi gli arrangiamenti caldi e istintivi. I ritmi prendono molto dal crossover che in quel periodo impazzava, ma i suoni sono di ben altro tipo: più ruvidi e grezzi, guardano alla scena di seattle di primi anni '90.
Fra i pezzi più significativi: "Hoolahop Wounds" (splendida la strofa, con botta e risposta di voci mozzafiato), "For Now... We Toast" e la ballatona emocore "Lopsided".
Alla fine l'ascolto ne ricava quaranta minuti d'intensa emotività, ma senza stancarsi, senza aver mai la possibilità di riposarsi.
Consigliato nei momenti di scazzo.
postato da: gzacco alle ore 18:03 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 11 luglio 2005

Il petomane
Nell’estate del 1860 un bimbo francese di appena tre anni, durante una giornata di giochi e divertimenti in spiaggia, fu il protagonista di un’esperienza raccapricciante che avrebbe però cambiato la sua vita e, in parte, la storia dello spettacolo moderno. Faceva il bagno al largo e decise di immergersi trattenendo il respiro. All’improvviso sentì un acuto e fastidioso brivido di freddo attraversargli l’intestino. Balzò fuori dall’acqua terrorizzato e, proprio mentre correva dalla nonna in cerca di conforto, successe l’inspiegabile: uno zampillo d’acqua salata uscì copioso dal suo buco più nascosto. Venne immediatamente portato da un medico che, dopo una visita lampo, gli consigliò semplicemente di evitare i bagni in mare.
Il frettoloso dottore non aveva minimamente intuito che il piccolo paziente, grazie ad uno sfintere piuttosto elastico e a dei muscoli addominali fuori dalla norma, poteva incamerare una discreta quantità di liquido e poi espellerla in un vigoroso fiotto.
Quel bambino si chiamava Joseph Pujol e in seguito avrebbe letteralmente sconvolto la vita notturna della Belle Epoque parigina come “Le Pétomane”, l’unico esponente del bel canto intestinale e “il solo musicista che non paga i diritti agli autori”.
La consapevolezza del particolarissimo dono di natura arrivò per Joseph solo mentre, ormai giovanotto, prestava servizio nell’esercito. Ricordandosi dell’episodio accaduto durante l’infanzia riprovò a fare il bagno immergendosi in mare mentre tratteneva il respiro e capì che con le contrazioni del suo addome poteva aspirare e rilasciare l’acqua a suo piacimento. Con il tempo imparò a perfezionarsi. Sostituendo l’aria ai liquidi riusciva a produrre dei suoni e a modularli, tutto questo senza emettere il minimo odore. In poco tempo era in grado di deliziare i commilitoni con un nuovo tipo di spettacolo musicale che gli valse il nomignolo di “Le Pétomane”.
Amava lo spettacolo e talvolta riusciva ad esibirsi in un piccolo cabaret della sua città dove cantava, interpretava scenette comiche e suonava il trombone.
I migliori successi di pubblico li otteneva però con l’altro suo strumento a fiato in esibizioni private per amici e clienti del forno. Sono proprio questi spettatori che convinsero Joseph ad esibirsi davanti a platee più vaste. Così, quasi per scherzo, prese in affitto un piccolo teatro marsigliese per i suoi incredibili spettacoli che eseguiva usando il soprannome dei tempi dell’esercito.
Nel 1892 Pujol decise di proporre il suo numero a Parigi, frizzante sfondo di bizzarrie e divertimenti dell’epoca.
L’obbiettivo di Joseph era uno solo. “Le pale del Moulin Rouge, che ventilatore meraviglioso per il mio numero”, disse mentre si avvicinava all’edificio a forma di mulino a vento che ospitava il locale simbolo della vita notturna nella Belle Epoque francese.
Vi entrò e chiese determinato un provino: “Sono il Petomane e voglio lavorare qui!”. Riuscì immediatamente a dimostrare le sue doti a Charles Zidler, impresario del cabaret insieme al socio Joseph Oller, sbalordendolo sia con il trucco della fontanella e sia con un vocalizzo intestinale. Venne assunto senza esitazione e la sera stessa cominciò ad esibirsi sul palco nel giardino del music hall.
Era solito cominciare lo spettacolo con una serie di imitazioni riproducendo varie tonalità intestinali come il baritono, il tenore e il basso; riproduceva ogni tipo di rumore, dalle salve di cannone allo strappo di uno scampolo di stoffa ad opera di una sarta sbadata.
Spariva poi qualche minuto dietro le tende per poi ritornare con un tubo di gomma che gli spuntava da dietro; per mezzo di questa appendice riusciva a fumare una sigaretta e a suonare accenni di popolari melodie con un flauto (la sua preferita era “Au Clair de la Lune”). Altre volte spegneva una candela a distanza con un potentissimo soffio posteriore o eseguiva il collaudato getto d’acqua.
La reazione della platea fu clamorosa fin dalla prima serata. Il pubblico fischiava e urlava mentre lacrime isteriche solcavano molti visi sconvolti dal troppo ridere. Diverse dame svennero travolte da esplosioni di ilarità, soprattutto perchè soffocate da strettissimi corsetti. Oller si premunì assumendo per le esibizioni seguenti un gruppo di infermiere pronte a soccorrere gli spettatori in difficoltà. Il Petomane si rivelò un’autentica gallina dalle uova d’oro per il Moulin Rouge.
La fama dell’artista ispirò, oltre le invidie nel mondo del cabaret parigino e le cattiverie dei giornali, anche diverse satire. La più riuscita fu sicuramente “LE VENTOMANE - monologo comico di X … membro della Comedie-Francaise” di E. Grenet-Dancourt (1893) dove un raffinato imitatore della sensazione del momento discuteva sulle tonalità e si apprestava a dare un saggio pubblico della sua bravura; qualcosa però andò storto e l’esecutore sbagliò una nota … fuggì dal palcoscenico terrorizzato a causa di un’immaginabile incidente.
In seguito, sempre rimanendo sotto contratto con il Moulin Rouge, il “Petomane” riuscì ad esibirsi anche fuori dai confini francesi.
La prima guerra mondiale coincise con la fine del cabaret viaggiante. Joseph Pujol abbandonò le esibizioni come Petomane poiché era disgustato dagli orrori del conflitto e decise di ritornare a Marsiglia per gestire una catena di panetterie aiutato dai suoi adorati “bambini”. Nel 1922 si trasferì a Tolone dove fondò una fabbrica di biscotti. In questa città visse fino al 1945, anno della sua morte. Una facoltà di medicina francese offrì ai figli 25.000 dollari per esaminarne il cadavere, l’offerta fu però rifiutata in rispetto del padre.
 
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venerdì, 08 luglio 2005
 
Suoni di Lettere - FuoriCorso rassegna musicale presso l'ex-Monastero dei Benedettini La Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania in collaborazione con l’Associazione Culturale “Astratti Furori” e Indigena, nell’ambito della rassegna musicale “Suoni di Lettere”, prevista nell’iniziativa “Fuori dall’Aula dentro la città”. presenta: “Fuori Corso”, tre giorni di musica presso il Monastero dei Benedettini. La manifestazione, fortemente voluta da un gruppo di lavoro composto da studenti universitari, si propone come primo atto di un progetto volto all’inserimento dell’esperienza musicale giovanile nella quotidianità della vita universitaria. Nel corso delle tre serate (7-8-9 luglio) si esibiranno Suzanne Silver, Sky In Land, Iuca Buona, Flx, Diane & The Shell, H.C.B. Ospiti : Jerica’s, Uzeda e Battles.
 
Io ci vado...

 

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giovedì, 07 luglio 2005

Nasce oggi questo blog.Si chiama Rock'n roll cafè nome chiaramente ispirato da una canzone dei Ramones.

Il fatto è che non riuscivo a resistere all'idea di avere un blogtenitore dove buttare molte delle cose che mi passano per la mente, scrivere di cazzate e cose serie, prendere e farmi prendere per il culo...

E poi mi sembra un pò come un Grande Fratello controllabile.

Si parlerà tanto di musica.

Magari domani mi sarò già dimenticato di questo blog ma per ora eccomi qua:si parte!

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